Cristo e l’adultera - Santuario del Poggetto

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Cristo e l’adultera

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Ottavio Leoni (Roma, 1578 ca. – 1630) “Cristo e l’adultera”
Olio su rame (cm 42 x 56) Banca Popolare dell'Emilia Romagna.
Olio su rame (Ottavio Leoni)
Ottavio Leoni, in quest’opera a olio su rame, “Cristo e l’adultera” realizzata nella sua piena maturità artistica raffigura il celebre passo del Vangelo di Giovanni, nel quale una donna sorpresa in flagrante adulterio è condotta dagli scribi e dai farisei al cospetto di Gesù per metterlo alla prova. L’episodio è celebre perché Gesù pronuncerà la frase: “Chi tra voi è senza peccato, getti la prima pietra verso di lei ”. (Giov. 8, 1-11).
La composizione pittorica è ambientata nell’atrio di un tempio con architettura classica, delimitato a destra da una fila colonne. In prossimità della parte mediana della composizione, una colonna classica suddivide la scena: a sinistra è collocata l’adultera, in piedi, con lo sguardo rivolto al cielo in segno di ringraziamento a Dio, con le braccia incrociate sul petto per il perdono ricevuto, nella parte destra del dipinto, Cristo è chinato e sembra tracciare sulla polvere del pavimento di marmo, finemente intarsiato, le parole o i precetti della Legge.
La composizione è depurata dalle eccessività compositive e decorative tipiche del barocco lasciando invece filtrare quel nitore cristallino della luce che porta le figure a bloccarsi nell’aria tersa.
Appare interessante notare come Ottavio Leoni non rappresenta il momento in cui gli scribi e farisei recano al cospetto del Cristo l’adultera, ma quello successivo, in cui gli accusatori si allontanano appena udite le parole del Cristo.
L’artista mette in atto un processo di sintesi formale della scena collocando Cristo e l’adultera in evidenza, mentre in secondo piano, al margine dell’opera, appaiono tre farisei di spalle che si stanno defilando.
Ottavio Leoni esula quindi dal consueto impianto iconografico, evitando così il raggruppamento della folla dei personaggi giudicanti attorno all'adultera, ma apre invece allo spettatore l’ampiezza scenografica dell’atrio ove si svolge la narrazione, uno spazio scenico che amplifica il tema cardine del cristianesimo: il perdono dei peccati. L’artista si concentra nel momento in cui Cristo domanda alla donna, dove fossero coloro che l’avevano condannata: “Donna dove sono? Nessuno ti ha condannata?” Ed ella rispose: “Nessuno, Signore”. E Gesù disse: “Neanch’io ti condanno, và e d’ora in poi non peccare più”
(Giov. 8, 10-11).

Prof. Nicola Castellucci
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Cod.Fisc 93009100384
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