Il 4° Mistero della Luce - Santuario del Poggetto

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Il 4° Mistero della Luce

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Raffaello, Trasfigurazione, (1518-1520), tempera grassa su tavola, (405 x 278 cm.) Pinacoteca Vaticana
4° Mistero della Luce: Gesù si trasfigura davanti ai discepoli.
Raffaello (tempera grassa su tavola)
La Trasfigurazione di Raffaello è l’ultima grande opera realizzata dal maestro con l’intervento del suo collaboratore Giulio Romano. In quest’opera Raffaello rappresenta due episodi tratti dal Vangelo secondo Matteo creando un precedente iconografico. La parte superiore è occupata dalla scena della Trasfigurazione di Gesù, mentre in quella inferiore, l’episodio del ragazzo indemoniato guarito da Gesù di ritorno dal monte Tabor. Nel Vangelo di Luca i due episodi avvengono lo stesso giorno mentre nei Vangeli di Marco e Matteo, Gesù incontra l’indemoniato al ritorno dal monte.
Sul monte Tubo, Cristo sfolgorante vestito luce apre le braccia, si libra tra le nubi. Cristo è affiancato da Mosè ed Elia, in altre parole la legge e la profezia, ai piedi Pietro, Giacomo e Giovanni i testimoni privilegiati dell'avvenimento.
L’immagine di Gesù non è semplicemente illuminata da una luce divina, ma diventa Egli stesso luce dell’umanità creando una contrapposizione tra la parte superiore e quella inferiore della scena.
Simbolicamente la prima celebra la vittoria della speranza, quella inferiore, mostra invece l’oscurità della possessione e del male che si contorce, attraverso il ragazzo indemoniato, alla vista di Gesù.
In quest’ultima parte le figure appaiono strutturate da una salda coerenza delle regole plastiche e cromatiche, si articolano attraverso un convulso concatenarsi di sguardi e gesti.
Lo spasmo espressivo del ragazzo indemoniato esprime inoltre il rapporto diretto tra il cielo e la terra, tra il Cristo liberatore e Satana, colui che incatena dalle ossessioni e che disprezza l’uomo.
La grande tavola fu portata davanti al letto di morte del maestro dai suoi allievi come ricorda il Vasari nelle sue Vite.
Prof. Nicola Castellucci
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